RENZI SUL SINDACALISMO, ANDATA E RITORNO

renzi_epifani

Sono molte le affermazioni ed i propositi di Renzi che meriterebbero adeguati approfondimenti e i mesi che verranno ci forniranno l’opportunità di capire meglio e concretamente su quali linee politiche il nuovo segretario del Pd intenderà assestare il partito. Tra le altre vorrei soffermarmi brevemente su questa sua affermazione “in un paese civile non deve bastare l’iscrizione a un sindacato per fare carriera e anche il sindacato deve cambiare con noi” per considerare che:

  1. in un Paese civile non è che “non dovrebbe bastare l’iscrizione ad un sindacato per fare carriera” è che tra le due cose non dovrebbe esserci nessun nesso consequenziale, in un paese civile l’iscrizione ad un sindacato non dovrebbe avere nulla a che vedere con le opportunità di carriera offerte ad un lavoratore. Altro che “bastare”..
  2. entrare a piè pari nel mondo della rappresentanza sindacale cominciando a parlare di queste questioni, come anche delle ore legate ai permessi, ecc.., credo sia inelegante, scorretto e strumentale. Sia chiaro, una riforma della rappresentanza sindacale è richiesta anche dai sindacati che vorrebbero fosse effettivamente espressione democratica dei lavoratori anziché delle note Confederazioni, e quindi il tema è sul tappeto ma ad oggi inattuato anche per precise responsabilità e convenienze politiche ed induastriali.
  3. Renzi pone il tema delle opportunità di carriera offerte ai sindacalisti, bene, ma di quali sindacalisti stiamo parlando? Nella mia esperienza lavorativa sono più i sindacalisti che in virtù del proprio impegno sindacale hanno visto venir meno qualsiasi opportunità di carriera, piuttosto che il contrario. Di che tipo di sindacalisti stiamo parlando? A chi hanno fatto e fanno comodo determinati sindacalisti strettamente legati alle forze politiche e confindustriali? Ed in maggioranza, a quali forze politiche sono stati e sono legati questi sindacalisti?
  4. nell’entrare a piedi pari su questo tema, Renzi ignora che seduto al suo fianco, in quanto segretario pro-tempore uscente, c’era l’ex segretario generale della CGIL, quindi in particolare è il suo partito ad aver “coltivato” nel tempo uno stretto sistema di relazioni politico-sindacali che hanno visto nel tempo numerosissimi sindacalisti candidarsi nel suo partito ed essere eletti a tutti i livelli.
  5. Faccia dunque Renzi la morale al proprio partito che noi attendiamo fiduciosi le sue proposte in materia.
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